Ultimo aggiornamento
28/04/2010
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Dal 01 Maggio |
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Nella pacifica cittadina
di Ogden Marsh, la gente comincia a comportarsi stranamente. Un
tizio armato di fucile irrompe nel campo di baseball dove si sta
giocando una partita. Lo sceriffo David Dutten lo conosce, come
conosce tutti in città: pensa che sia semplicemente ubriaco e cerca
di convincerlo ad abbassare il fucile, ma, quando il tizio gli punta
contro il fucile, è costretto a ucciderlo. La dottoressa Judy Dutten,
moglie dello sceriffo, cerca di alleviare il senso di colpa del
marito per un omicidio così incongruo, ma le cose sono destinate a
peggiorare. Di fronte a una situazione totalmente inaspettata per
uno sceriffo di provincia, David non si perde comunque d'animo e
indaga assieme al suo aiutante Russell. I due trovano un aereo
precipitato nella palude vicina alla cittadina. Il micidiale carico
dell'aereo ha contaminato l'acqua di Ogden Marsh liberando un virus
che rende pazzi. Andando contro l'opinione dell'autorità cittadina
che teme per i raccolti, David chiude l'acqua, ma è troppo tardi. I
militari circondano l'area per evitare che il virus si diffonda e il
caos domina sovrano.
I segni dei comportamenti instabili che screziano la perfetta
armonia della tipica cittadina di provincia americana sono
introdotti con gradualità e sapienza, attraverso un meccanismo
narrativo fluido e oliato. La suspense è creata con cura e abilità,
partendo dal rovesciamento inspiegabile della normalità e arrivando
a un ossessivo scatenamento di una violenza sempre più selvaggia. La
disumanità dell'intervento militare aggiunge ulteriori cupi dettagli
a un quadro senza speranza nel quale le persone perdono ogni
connotazione umana o se la vedono negare da quelli che dovrebbero
portare loro salvezza. Rispetto al film di Romero (che qui figura
come produttore esecutivo), questo ha le qualità che a quello in
parte difettavano (coesione narrativa, costruzione della suspense,
recitazione professionale, effetti speciali adeguati) e manca delle
caratteristiche che rendevano l'originale un film particolare (forte
connotazione politica e anti-istituzionale, cattiveria e
anticonvenzionalità).
Due film diversi, quindi, ma ugualmente validi e di solido
intrattenimento. Un problema per lo spettatore odierno può essere la
mancanza di novità: il film di Romero era un precursore, questo
segue una lunga serie di film nei quali il contagio virale rende
pazzi scatenati o zombie. Non si può farne una colpa a Breck Eisner
che ha diretto con efficienza e sensibilità il materiale narrativo
che aveva tra le mani, riuscendo a realizzare efficaci momenti di
tensione e a dipingere con tocchi di verità un incubo moderno e
realistico.
Complessivamente buona la resa degli interpreti, con una particolare
menzione per l'incisivo Joe Anderson, visto recentemente in Rovine,
un altro horror interessante. Gli appassionati saranno contenti di
vedere il fulmineo cameo di Lynn Lowry, che era tra i protagonisti
del film originale.
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